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L' esistenza della Biblioteca Capitolare del Duomo di Treviso è documentata
da una pergamena, tuttora conservata e risalente al 1135 circa, che riporta l'
elenco dei libri manoscritti sacri e profani di proprietà del Capitolo.
La costruzione delle Canoniche Nuove (anteriore al 1215) permise la sistemazione del
materiale archivistico e librario in vari locali adibiti allo scopo. La
consistenza della Biblioteca e degli Archivi, chiaramente preesistenti, non è
nota perché non possediamo documentazione.
Essa si arricchì con acquisti, lasciti e donazioni durante i secoli XIV, XV e
XVI. Non possediamo
notizie di altri importanti lasciti o donazioni nei secoli XVI, XVII e XVIII, ma crediamo che ci furono.
Avvennero però anche furti e inconsulte alienazioni a causa della minor
preoccupazione da parte dei preposti all'Istituto.
Verso la metà del 1700, durante il rifacimento del Duomo, il canonico conte
Rambaldo degli Azzoni Avogaro (1719-1790), a sue spese fece ristrutturare e
ampliare gli edifici delle Canoniche Nuove, dedicando il secondo piano alla
sistemazione razionale della Biblioteca e degli Archivi. Arricchì generosamente la
biblioteca e invitò confratelli e privati a fare altrettanto con testamenti o
donazioni. L'esempio e l'invito furono seguiti da numerosi eruditi.
Verso la fine del 1700, la Biblioteca Capitolare raggiunse l'apice del suo
splendore per quantità e qualità delle sue raccolte. Proprio in quel periodo subì
ruberie e saccheggi da parte degli agenti imperiali francesi, che prelevarono
preziosissimi incunaboli e una raccolta di cinquecentine.
Dopo il canonico Avogaro la direzione della biblioteca passò al canonico
Giambattista Rossi (1737-1826) che ricoprì anche numerose cariche e uffici nella
chiesa trevigiana e fu infaticabile raccoglitore di libri, stampe e manoscritti.
Fino ad allora la Biblioteca Capitolare era stata per secoli l'unica biblioteca di Treviso:
in essa venivano conservati i documenti sia religiosi sia civili della Città. Il
Rossi nel 1810-1811 raggiunse un accordo con il Comune di Treviso affinché la
Biblioteca Capitolare potesse servire al pubblico. Nel 1820 cedette alla
Municipalità di Treviso la sua biblioteca composta di circa 30000 volumi: questi
insieme al materiale archivistico di proprietà del Comune furono depositati nel
1824 nei locali della Biblioteca Capitolare che da allora si chiamò "Biblioteca
Capitolare e Comunale". Nel 1847 il Comune preparò una nuova sede per il suo
fondo bibliografico e il materiale del Rossi e del Comune passarono colà. Dopo
la separazione la Biblioteca Capitolare non fu più aperta al pubblico e rimase
accessibile ai ricercatori e agli studiosi previo permesso del Capitolo.
Durante il XIX secolo vi furono nuovi lasciti e donazioni, che continuarono
fino agli anni '30 a ridosso della II guerra mondiale, quando la Capitolare
aveva un patrimonio composto di tre parti:
 | Biblioteca Capitolare - 30.000 volumi a stampa, 300 opuscoli, 470
manoscritti, 95 incunaboli, 11 grandi scatole di pergamene, 24 scatole di
Atti del Comune di Treviso dal 1339 al 1523, 5578 'Ducales' dall'anno 1264
al 1793, e importantissime raccolte di storia
locale trevigiana. |
 | Archivio Capitolare, in una sala a parte - Bolle Papali, gli Atti
Capitolari, 19 grandi scatole di Pergamene, Libri di Amministrazione del
Capitolo e della Cattedrale, numerosi altri Registri di Battesimo e di
Morte. |
 | Archivio Musicale - 42 Codici musicali, di grande interesse
musicologico, dei sec. XIV - XV - XVI e dei primi anni del sec. XVIII, e una
ricca collezione di stampe, in parte lasciate dal nobile Nicolò Lancenigo,
morto il 2 Luglio 1607. |
La Biblioteca Capitolare poteva vantare inoltre una preziosa
raccolta di quadri, una collezione di incisioni in rame e litografie,
reperti archeologici, sculture in marmo e raccolte di monete.
Il giorno 7 aprile 1944, a causa del bombardamento anglo-americano, la
Biblioteca Capitolare andò a fuoco e rischiò la distruzione totale. Una bomba
fece crollare la parete esterna della stanza d'ingresso e distrusse quattro
scaffali di libri (il lascito Lunardoni), la raccolta dei giornali locali ed
esteri, gli archivi della Confraternita del Santissimo Sacramento, dalla
fondazione (1496) alla soppressione (1810) e della Scuola dell'Annunziata. Alla
prima ricognizione, i danni sembrarono limitati, ma nel pomeriggio dello stesso
giorno un incendio si propagò dalle case vicine bombardate alla intera
biblioteca, facendola crollare interamente un piano sopra l'altro. I vigili del
fuoco arrivarono tardi, perché impegnati nel soccorso alle vittime e non
poterono usare gli idranti, perché danneggiati dalle bombe. La maggior parte del
patrimonio presente nell'edificio andò distrutto, si salvò quanto era stato provvidenzialmente
trasferito nelle
diverse parrocchie della periferia cittadina. E' attualmente impossibile
elencare i fondi perduti perché andarono distrutti anche gli inventari, i
cataloghi e gli schedari.
Terminata la guerra fu possibile ricostruire l'edificio, nella forma
originale che aveva nel 1200 e la Biblioteca Capitolare fu collocata al secondo
piano e nella torre, dove è attualmente. Il patrimonio salvato dal bombardamento
è stato in parte
restaurato e in parte è ancora come risultò dall'opera di recupero dalle macerie
dell'incendio.
Dopo la guerra altri lasciti si aggiunsero ad arricchire la Biblioteca
Capitolare per volontà di canonici, preti e privati cittadini. Inoltre è stata
trasportata nella nuova sede la parte moderna dell'Archivio Capitolare (dal 1800
ad oggi) rimasta incolume perché conservata altrove all'epoca
dell'incendio.
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