La
Biblioteca Capitolare, da quando se ne hanno notizie certe (inizio del XII
secolo), ha sempre avuto sede nell'edificio delle Canoniche Nuove dove è
attualmente.La biblioteca dei canonici esisteva anche prima e si fa l'ipotesi
che fosse da qualche parte nell'edificio delle Canoniche Vecchie, dove i
Canonici cominciarono ad abitare fin dall'VIII secolo. Il Capitolo funzionava
presso la Cattedrale fin dall'inizio di quel secolo, come risulta da una
citazione di Paolo Diacono nella sua Storia dei Longobardi (VI, 45): "...
Callisto, Arcidiacono della chiesa di Treviso, assunse, col consenso del re
Liutprando, la direzione della chiesa di Aquileia."
Il complesso degli edifici di cui fanno parte le Canoniche Vecchie e Nuove è
tra i più antichi della città e ricopre un'area in cui emersero numerosi reperti
romani, tra cui i mosaici del IV secolo visibili in via Canoniche, nella quale
esisteva forse un teatro citato nella lapide dedicata al conte Giovanni, nel
duomo di Treviso.
Le
Canoniche Vecchie, secondo il canonico Avogaro, furono fondate intorno all'anno
813 per opera del Vescovo Lupo (o Lupone) e destinate alla vita in comune dei
canonici. Verso il 1174 il canonico Dondone fece costruire l'ala sud che
arrivava fino all'attuale archivolto di via Canoniche. Questo complesso di
edifici si mostrò presto insufficiente e verso la fine del XII secolo erano
necessari altri interventi. Nella città di Treviso era in atto un ampio
rinnovamento edilizio perché sono di quegli anni il Vescovado (la domus lapidea
nei documenti antichi), varie case lungo il Calmaggiore (callis major nei
documenti), il Palazzo dei Trecento, la Loggia dei Cavalieri.
L'ampliamento
delle canoniche avvenne grazie ad un benefattore: il
conte Giovanni, del quale
non è ben certa l'identità, né l'epoca in cui visse. Con la sua generosa donazione i canonici poterono restaurare e
ampliare le Canoniche Vecchie e in seguito, all'inizio del 1200, sull'area da
lui donata fu decisa la costruzione del grande edificio che si chiamò 'Canoniche
Nuove' per distinguerlo dalle Vecchie da cui era separato. Le date si deducono
dalla pergamena, che documenta l'esistenza del 'poggiolo' tra i due edifici.
Nel
1505 il canonico Pietro Loredan, figlio del Podestà di Treviso Lorenzo Loredan,
che abitava nelle Canoniche Nuove, fece eseguire a sue spese il restauro di vari
locali che furono adibiti esclusivamente a biblioteca. Una lapide all'interno,
poi distrutta nell'incendio del 1944, ricordava i lavori: "Petrus Lauredanus /
has haedes turpi senio confectas / aere proprio reparandas exornandasque curavit
MDV". L'incarico di custodire e riordinare la biblioteca nei nuovi locali fu
dato a Giovanni Aurelio Augurello, canonico originario di Rimini, poeta e
umanista.
Nell'edificio delle Canoniche Nuove, in alcuni locali presi in affitto e
adattati allo scopo dal Vescovo Giorgio Corner, fu ospitato il Seminario
vescovile di Treviso dall'anno della fondazione 1566 fino al 1583.
Durante
i lavori di rifacimento del Duomo, il canonico Avogaro affidò all'architetto
Giordano Riccati il disegno di ristrutturazione ed ampliamento degli edifici
delle Canoniche Vecchie e Nuove. In queste ultime, gli ambienti del secondo
piano furono destinati alla Biblioteca e agli Archivi. Quest'opera, veramente
imponente, fu eseguita e terminata a sue spese. Il Capitolo, alla morte del
canonico (23 settembre 1790), pose un busto e una lapide laudatoria all'interno
della sala maggiore della biblioteca, distrutti nell'incendio del 1944. Il testo
leggeva: "Rambaldo Actionio Comiti / Marci Antonii filio / Sanctae Tarvisinae
Ecclesiae advocato et canonico primicerio / bonae memoriae / quod Bibliothecam
hanc / conlegerit auxerit ornaverit / atque annua assignata pecunia / eidem
custodem constituerit / Ordo Canonicorum / grati animi monumentum ponere
curavere / Anno Salutis MDCCXCI".
Gli interventi del 1700 alterarono l'aspetto degli edifici, compresa la torre
del conte Giovanni, che rimase fino al crollo del 1944. La ricostruzione del
dopoguerra riportò la torre all'aspetto romanico del 1200. La Biblioteca occupa
attualmente l'intero secondo piano dell'edificio e la torre.