Progetto per la ricostruzione dell'edificio romanico della Biblioteca Capitolare. Disegno del comm. Mario Botter del 1946.

La torre, sede attuale della Biblioteca Capitolare, è detta ancor oggi 'del Conte Giovanni', perché faceva parte della donazione originaria appunto del Conte Giovanni. La torre e gli edifici annessi sono buoni testimoni dei fatti, sufficientemente documentati, ma le notizie sul benefattore sono vaghe e frammentarie. Monsignor A.Campagner scrive quanto segue.

"Storici di ogni secolo cercarono di dare una consistenza a questa nobile figura. Comunemente si accetta la sua appartenenza alla famiglia comitale dei Collalto; le divergenze si accentuano riguardo al tempo in cui visse e beneficò il capitolo. Qualche autore lo assegna al secolo VIII, ma ciò non si può accettare perché la famiglia dei Collalto emerge alla metà del secolo X. Secondo l'indicazione del canonico Avogaro: il conte è Giovanni II di Collalto, figlio di Vengerio e nipote di Rambaldo I, signore di Lavadina (anno 959). Visse attorno agli anni 1024-1026 e nella prima metà del secolo donò un gruppo di edifici di sua proprietà con la torre ancor oggi detta del Conte Giovanni...  Nel 1050, suo cugino Rambaldo III, fondò l'abbazia di Nervesa. L'incertezza delle date proviene dal fatto che in tutti i documenti che si posseggono figura chiaramente che il Conte Giovanni morì un 12 novembre ma non si indica l'anno. Nel 'Necrologium Vetus', al 12 novembre è detto: 'Morì il Conte Giovanni, che lasciò alla Chiesa trevigiana tutto quello che possediamo a Melma (Silea), a Preganziol e a Salvarosa; per tutti questi benefici il Capitolo è obbligato a celebrare ogni anno per l'anima sua una solenne ufficiatura...'. Nel 'Calendario' che precede il 'Necrologium', il 12 novembre, festività di San Omobono, c'è una nota: 'Morì il Conte Giovanni', senza l'anno. Nell''Obituarium', scritto dal canonico Giovanni da Tortona e terminato l'8 ottobre 1379, come l'autore stesso afferma nell'introduzione, si trascrive e si ripete la data senza l'anno. In un processo canonico celebratosi nella Curia vescovile nel 1517 in seguito a una contesa tra il canonico Franceschino d'Onigo e il prebendato Andrea di Giorgio, sindaco del Capitolo, per la quale erano giunti a lamentevoli vie di fatto, è detto che il tutto era successo il giorno 11 novembre 1517, dopo i primi vesperi del solenne ufficio di anniversario del magnifico Conte Giovanni, al quale ufficio seguiva la messa solenne il giorno dopo, 12 novembre, data della morte di Giovanni, ma ancora qui manca l'anno.

Nella Cattedrale, sul muro a destra della scalinata che porta al vestibolo della cappalla dell'Annunziata, sono ben visibili due lapidi. In quella inferiore, in caratteri gotici, si legge:

- "Clauduntur tumulo comitis hoc ossa Johannis / nuper hic instructo qui predia multa reliquit / has quoque canonicas et menia vasta theatri / isti Basilice. Pro se ideo quilibet oret."

- "In questo tumulo da poco tempo qui sistemato, sono rinchiuse le ossa del conte Giovanni, che lasciò molte terre e anche queste canoniche e le ampie mura del teatro a questa Basilica. Ciascuno quindi preghi per lui."

La lapide senza alcun dubbio è del secolo XIII. Più sotto, in lettere latine, i Canonici collocarono una aggiunta nel 1760 per avvisare che in quell'anno avevano trasportato in quel luogo i resti mortali del conte con la sua lapide, dopo 335 anni dacché erano rimasti in altro luogo indecoroso." (Monsignor A.Campagner - Cronaca capitolare - pag. 54-55)

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Biblioteca del Capitolo del Duomo di Treviso
Ultimo aggiornamento: 4.12.2007